I Nuovi Mostri – 9 – Beholder

Questa serie di articoli ha lo scopo di rendere i mostri più interessanti e divertenti. Come DM mi ritrovo spesso a modificare la descrizione fisica di un determinato mostro allo scopo di adattarlo alla storia che sto costruendo con i giocatori. A volte i manuali aiutano a trovare idee alternative, altre volte no. I Nuovi Mostri si occuperanno del cosiddetto refluff: ovvero come rendere un mostro unico e memorabile senza toccare nemmeno una delle sue statistiche. In realtà so già che qui e là fornirò anche alcune varianti meccaniche, ma si tratterà comunque di piccole modifiche.
Comincerò con le creature del Manuale dei Mostri.

Quando abbiamo a che fare con mostri famosi come i Beholder è sempre difficile aggiungere qualcosa di nuovo. Principalmente perché è già stato scritto molto sui mostri più emblematici di D&D, specialmente nelle passate edizioni. Il manuale “Signori della Follia” approfondisce le aberrazioni e dedica un intero capitolo ai Beholder.
Nel Manuale dei Mostri della 5a Edizione (e in altri manuali, come la Guida di Volo) si spendono molte parole sui vari tipi di Beholder. Se siete narratori alle prime armi potete benissimo affidarvi a ciò che si trova nelle fonti ufficiali: un Beholder è un grande antagonista e potete creare un’intera campagna attorno a lui. Se però avete già affrontato queste aberrazioni xenofobe e paranoiche… forse vi è venuto a noia l’ennesimo quasi-Xanathar che vive in un rifugio sotterraneo e controlla intere gilde di criminali.


Disintegrare! Disintegrare!

Da dove vengono i Beholder? Ma ovviamente, da un altro pianeta. Sono stati creati da un popolo semi-divino per essere impiegati come armi viventi, ma sono ormai passati millenni da quando hanno sterminato i loro padroni. Poiché restano fondamentalmente dei carri armati anti-avventuriero, i Beholder non sono mai stati in grado di creare una vera e propria civiltà. Sono caotici, folli, pieni di idiosincrasie e fissazioni. Violenti, xenofobi, paranoici esseri immortali con ogni singola parte del corpo progettata per uccidere, menomare, pietrificare, disintegrare e bruciare (e masticare, schiacciare, smembrare, fulminare…). Non ci si può aspettare molto dai Beholder, men che meno che trascendano la propria funzione originaria e diventino un popolo di filosofi.

Dalla morte dei loro padroni i Beholder hanno perso una guida che li indirizzasse verso un obbiettivo concreto. Mossi dai propri istinti si sono fatti la guerra tra loro, uccidendosi a decine di migliaia in colossali royal rumble senza fine. Probabilmente tutto ciò avrebbe portato all’estinzione dei Beholder se non fosse stato per la fuga di alcune tra queste aberrazioni, decise a non perire in battaglia.

I fuggitivi si sono sparpagliati per il cosmo, alcuni viaggiando da soli nello spazio siderale o tramite portali magici, altri formando piccole bande da guerra. E non appena i Beholder hanno incontrato altre razze… le hanno affrontate in battaglia. Non è facile combattere la propria natura. La piaga dei Beholder va avanti da allora, e per fortuna è una piaga che si diffonde a macchia di leopardo, in modo discontinuo e incerto.

Se volete quindi inserire i Beholder nella vostra campagna, immaginateli come invasori spaziali. Arrivano sul pianeta tramite astronavi o con potenti sistemi di teletrasporto. Nel corso della propria esistenza ciascun Beholder ha accumulato piccoli eserciti composti da mercenari e schiavi, provenienti da chissà quali mondi e dimensioni. Potete sbizzarrirvi: un Beholder potrebbe schierare un’unità di opliti hobgoblin, affiancandole un plotone di fucilieri insettoidi e supportandola con un djinn recuperato chissà dove. Forse questo Beholder ha anche qualche dinosauro mutante nascosto nelle profondità della nave, da liberare come arma segreta.

Questa versione dei Beholder gioca molto sugli elementi pulp ed eccessivi dei vecchi moduli: erano fatti per stupire i giocatori con creature esotiche e bizzarre, mescolando anche generi e tematiche. Trovo che potrebbe essere davvero divertente giocare una campagna con classici personaggi fantasy (elfi, nani, umani, halfling) contrapposti ad un Beholder giunto dallo spazio!

La Follia del Tiranno

Un altro elemento interessante dei Beholder è la loro assoluta follia. Ho già detto che sono xenofobi e paranoici, ma questo non è che l’inizio. Un Beholder non è razionale e non segue un pattern comportamentale prevedibile. È un’aberrazione, un essere così diverso dagli umanoidi che non può essere veramente compreso. Avete mai incontrato una capra? Non è possibile capire cosa le stia passando per la testa, nonostante abbia una “faccia” riconoscibile. Sappiamo però che reagisce a stimoli simili ai nostri, dopo tutto è un mammifero che percepisce il mondo più o meno come facciamo noi. Pensate ora ad un ragno: il suo comportamento è prevedibile (fugge se minacciato, attacca una preda bloccata nella ragnatela) ma ci è possibile comprenderlo? No, perché la sua comprensione del mondo è troppo distante dalla nostra. Ecco, un Beholder è su tutt’altro livello.

Un leitmotiv comune a quasi tutte le aberrazioni è che in qualche modo debbano avere a che fare con la mitologia lovecraftiana. Così, per cambiare un po’, ho pensato… e se i Beholder fossero umani?

Un sovrano comincia a pensare alla fragilità del suo regno. Forse ha troppi figli e teme che si scateni una guerra civile alla sua morte. Magari è diventato vecchio e senile. Sospetta che i feudatari lo tradiranno. Più un regno è grande più il suo sovrano si sente impotente e incapace di controllarlo tutto. Un pensiero comincia a divorare l’anima del re: deve trovare una soluzione o tutto sarà perduto.

La trasformazione potrebbe avvenire involontariamente, oppure potrebbe essere la conseguenza di un qualche rituale occulto. Il corpo del sovrano si atrofizza mentre la testa cresce in maniera deforme. Una grande bocca per gridare ordini e decreti. Una corona di tentacoli, ciascuno che termina con un nuovo occhio per controllare meglio ogni cosa. Poteri magici per sconfiggere i nemici terreni, e un occhio centrale che distrugge la magia per tenere a bada quelli sovrannaturali. I sudditi sono spaventati, ma cosa possono fare? Dopo tutto è ancora lui il re, per quanto mostruoso. E adesso può disintegrare chi gli disubbidisce!

La follia del sovrano si rispecchia nel suo aspetto esteriore, ma anche nei suoi ordini. Oggi decide di invadere la nazione vicina. Domani farà giustiziare tutti i mancini del regno. Tra un mese potrebbe decidere di farsi erigere un castello sotterraneo pieno di cunicoli, trappole e mostri.
Qualcuno dovrà fare qualcosa, ma chi è disposto a macchiarsi dell’orribile crimine di regicidio (spoiler: i personaggi).

OTTO beholder ossessionati

Come detto sopra, la follia di un Beholder lo rende un avversario ostico e soprattutto imprevedibile. Ma poiché non vogliamo un antagonista che cambia obbiettivo tra una sessione e l’altra (sarebbe frustrante a dir poco), ci affidiamo ad una tipologia particolare di follia: l’ossessione.

Oltre ai consueti sbalzi di umore e alla totale mancanza di empatia, un Beholder è definito da una strana fissazione. Può essere qualcosa di ragionevole (eliminare la concorrenza nel mercato nero) oppure assurdo (portare le anatre all’estinzione), forse anche impossibile (incendiare la luna).

Ecco 1d8 spunti! Il Beholder vuole…

  1. Divorare tutti gli elfi del mondo. Il Beholder trova ripugnante ogni altra forma di nutrimento. Ha messo in marcia il suo esercito di scimmioni volanti per catturare l’intera razza elfica, e sta spendendo cifre da capogiro per ingredienti rari e spezie magiche. Ha anche cominciato la stesura di un libro di ricette. Chiaramente gli elfi non sono contenti.
  2. Vincere una partita a scacchi contro il Mago Nero. Attualmente il Mago Nero ha vinto 45567 partite, il Beholder 0. Il mostro ha deciso di usare un rituale per andare indietro nel tempo, trovare chi ha inventato il gioco degli scacchi e obbligarlo a cambiare le regole in modo da avvantaggiare i giocatori Beholder. Questa azione avrà serie ripercussioni sul continuum temporale!
  3. Ritrovare la sua sposa. In verità il Beholder non è mai stato accasato. Né ha mai avuto qualcosa di anche lontanamente simile ad una relazione sentimentale. Ma un giorno si è svegliato con la convinzione di dover cercare l’amata perduta e ha cominciato a muovere mari e monti in cerca della sua “Justine”, chiunque essa sia.
  4. Riprodurre il Big Bang Divino, per la scienza! Un Beholder con il pallino per la logica ha deciso che è anti-scientifico disquisire di un fenomeno senza averlo visto dall’inizio alla fine. Per questo motivo ha deciso di ricreare le condizioni inziali che hanno portato alla nascita della realtà, per vedere come sono andate davvero le cose. Bonus: distruggere questa realtà prima di avviarne un’altra gli fornirà ottimi dati su come finisce un universo.
  5. Allevare gatti. Il Beholder si è affezionato a quelle piccole palle di pelo assassine, e ha deciso di allevarle. Ormai lo sta facendo da trecento e rotti anni, e le cose sono andate un po’ fuori controllo. Ha radunato qualcosa come un centinaio di migliaio di piccoli felini, ciascuno mutato in qualche bizzarro modo. Gatti volanti, gatti giganti, gatti elementali, gatti risvegliati psichici mezzi-draghi, gatti crudeli, gatti infernali… Non parliamo nemmeno dell’odore che c’è nell’antro di quel Beholder!
  6. Governare l’Inferno. Al diavolo i diavoli! Asmodeus e i suoi duchi non sono in grado di gestire quel dannato posto, sono pessimi signori del male e da quando hanno in appalto l’Inferno non sono riusciti a combinarci nulla di buono. Questo Beholder è ambizioso, ma ha un piano a prova di bomba: commetterà un numero indicibile di peccati, in modo da raggiungere direttamente il trono di Baator una volta morto.
  7. Essere adorato da tutti i warlock del mondo. Inizialmente aveva deciso di uccidere tutti i warlock che non lo avevano scelto come patrono, ma si è reso conto che il compito sarebbe stato lungo e tedioso. Così ha deciso di risolvere il problema alla radice: uccidere tutti gli altri patroni del multiverso, e magari un paio di divinità minori già che c’è!
  8. Diventare un Bambino Vero. Il Beholder lo ha letto in un libro, quindi deve essere possibile. Se ci è riuscito quel patetico costrutto privo di cervello, ci riuscirà di certo un condottiero del suo calibro. Perché un Beholder voglia diventare un bambino umano non è importante. Lui cercherà di raggiungere il proprio obbiettivo ad ogni costo, anche se dovrà studiare un gran numero di bambini per capire… beh, come sono fatti dentro, tanto per cominciare.