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I Nuovi Mostri – 3 – Angeli

  Questa serie di articoli ha lo scopo di rendere i mostri più interessanti e divertenti. Come DM mi ritrovo spesso a modificare la descrizione fisica di un determinato mostro allo scopo di adattarlo alla storia che sto costruendo con i giocatori. A volte i manuali aiutano a trovare idee alternative, altre volte no. I Nuovi Mostri si occuperanno del cosiddetto refluff: ovvero come rendere un mostro unico e memorabile senza toccare nemmeno una delle sue statistiche. In realtà so già che qui e là fornirò anche alcune varianti meccaniche, ma si tratterà comunque di piccole modifiche.
Comincerò con le creature del Manuale dei Mostri.

Non è facile trovare degli Angeli come avversari, per una serie di motivi. Il primo è che di solito non hanno ragione di opporsi alle azioni dei personaggi. Può succedere se state gestendo un party particolarmente malvagio, o se introducete degli Angeli caduti, ma sono due eccezioni. Secondariamente il livello di forza degli Angeli è elevato: il più debole è un GS10, il più potente è un GS21. Molte avventure non arriva ai livelli necessari per affrontarli. Infine mentre Diavoli e Demoni si adattano facilmente alle varie cosmologie fantasy, gli Angeli mantengono una forte componente cristiano-giudaica che è difficile da inserire in certe ambientazioni.

Eppure gli Angeli mi piacciono e trovo che abbiano il potenziale per essere nemici interessanti.

Tornare alle Origini
  Gli angeli sono entità presenti in svariate mitologie. Erroneamente li si considera prerogativa del cristianesimo e dell’ebraismo, ma in realtà hanno origini più antiche. Se il nome deriva dal greco e significa “messaggero” ed è una traduzione di un termine ebraico, la presenza di entità alate portatrici di messaggi divini è attestata in numerose credenze religiose. In generale gli angeli delle diverse tradizioni sono accomunati tra loro dall’aspetto (alato) e dai compiti che svolgono (proteggere i mortali, consegnare messaggi divini, intercedere tra i mortali e gli dei).

Soffermiamoci sugli Angeli della mitologia ebraica, e cerchiamo alcuni elementi che li rendano memorabili.

  • Le Ali. Gli Angeli hanno le ali, questo lo sanno tutti. Ma che tipo di ali, e quante? Grandi ali piumate, e più un angelo è potente, maggiore è il numero di ali. I Serafini ne hanno tre, per esempio. Secondo la tradizione islamica gli Angeli sono interamente fatti di luce, ali comprese.
  • La Luce. Un Angelo è un essere tanto fisico quanto spirituale, ed è luminoso. Non dovreste lesinare sugli effetti speciali: quando un Angelo scende dal cielo lo fa come una stella MOLTO luminosa. Spesso il bagliore di un Angelo è tale da accecare temporaneamente i mortali, e permanentemente i peccatori.
  • Orrori Celestiali. Ecco, non sempre gli Angeli erano rappresentati come bellissimi umanoidi dalle proporzioni perfette. Ve ne sono di simili a ruote tempestate di fuoco e occhi, e alcuni sono dotati di molte teste e troppe ali. Potevano essere una vista impressionante e la loro mera presenza scatenava un sacro terrore nei poveri mortali.

Tre caratteristiche che ci possono dire come appare un Angelo, ma non perché. Che motivazione aveva un essere così potente per giungere tra i mortali?

  • Difensore. Gli Angeli difendono ciò che c’è di buono e bello dalle insidie del male. Possono farlo brandendo spade fiammeggianti oppure agendo in modo più sottile.
  • Intercessore. Gli Angeli aiutano i mortali a purificarsi e a raggiungere Dio. Alcuni lo fanno fisicamente, utilizzando i propri poteri per mondare dai peccati o per punire chi si comporta indegnamente.
  • Messaggero. Soprattutto, però, gli Angeli sono messaggeri di Dio.

Non sono quindi semplici servitori degli dei del bene, né dovrebbero essere “spesi” con noncuranza. Inseriteli come creature così sacre e miracolose da poter essere ammirate solo da lontano. Non fate piombare un angelo in mezzo al party come se niente fosse, e non fatelo parlare in tono colloquiale. Un Angelo arriva tra squilli di trombe ultraterrene, spandendo luce dorata e costringendo i pii e i giusti in ginocchio… mentre i corrotti e i malvagi fuggono e si coprono il volto disperati. Quando apre bocca, parla per conto del suo dio e dunque le sue parole sono misurate e assolute. Un Angelo non può mentire e non può essere frainteso. Finché parla non può essere interrotto (a meno che non venga affrontato da una creatura malvagia decisamente potente, o da un suo superiore) e chiunque sia di allineamento malvagio viene scosso da tremiti di paura.

Intervento Angelico
  L’apparizione di un Angelo dovrebbe essere un evento centrale della trama. Alcuni spunti possibili:

  • Secondo le leggi divine gli Angeli non possono intervenire direttamente in uno scontro tra mortali. Ma nulla vieta ad un Angelo di mettere alla prova un campione del bene per aiutarlo prima dello scontro vero e proprio. Potrebbe farlo apertamente, oppure camuffandosi da mortale per non dare nell’occhio.
  • Un Angelo ha osservato le azioni dei personaggi da lontano e ritiene che non siano degni di servire il suo signore. Intende dissuaderli dal continuare lungo la strada intrapresa e li affronta in campo aperto: ma poiché non desidera ucciderli, si accontenta di tramortirli o stordirli.
  • Un dio benigno ha posto due guardiani all’ingresso di un sacrario, e solo chi si mostrerà degno potrà accedere alla reliquia ivi custodita. I guardiani sono due Angeli armati di spade fiammeggianti. Non intendono far passare nessuno a meno che non vengano costretti con la forza.
  • Nel più classico dei topos fumettistici, l’Angelo viene scambiato per un essere malvagio o pericoloso e affrontato dai personaggi. Dal canto sui egli li reputa dei semplici avventurieri privi di morale. Quando viene inevitabilmente fatta chiarezza l’Angelo si prodiga nell’aiutare i personaggi a sconfiggere il vero antagonista (funziona davvero bene se avete introdotto un Angelo dalle fattezze mostruose).
  • Dopo che i personaggi hanno ripetutamente compiuto atti di grande malvagità (e non è cosa rara), una divinità del bene decide di inviare un manipolo di Angeli per fermarli una volta per tutte.
  • Un Angelo particolarmente potente desidera imporre giustizia e pace tra i mortali. Per farlo è più che disposto a mettere da parte il libero arbitrio dei mortali, fino a trasformarsi in un tiranno tra i più terribili: convinto di essere nel giusto, non ha pietà per i malvagi e i ribelli. Qualcuno dovrà fermarlo.

Angeli Diversi
  Non siamo obbligati a rappresentare gli Angeli come umanoidi alati con aureole e spade di fuoco. Possiamo anche utilizzarne le statistiche (e il tema di messaggeri/guerrieri divini) per qualcosa di tangente ma diverso.

  • Psicopompi. Ovvero, creature preposte ad accompagnare i morti (vedi Valchirie, qua sotto) nell’aldilà. Sono prive di una connotazione morale, ma dedite al loro lavoro in modo ossessivo. Quindi non solo proteggono le anime dai pericoli del multiverso, ma le assegnano alla loro giusta destinazione (Inferno, Paradiso o simili luoghi ameni) e intervengono nei casi di resurrezione e necromanzia. Spesso nella mitologia terrena gli esseri psicopompi hanno ali piumate, ma potreste cambiare radicalmente l’aspetto angelico con quello di uno scheletro incappucciato e armato di falce…
  • Robot. E se la magia divina della vostra ambientazione fosse solo frutto di un altissimo livello tecnologico? Se gli dei fossero Intelligenze Artificiali che risiedono letteralmente nel cloud o su una stazione orbitante? In tal caso gli angeli sarebbero i loro guerrieri d’élite, robot super-intelligenti e dotati di armamenti avanzati. Incapaci di deviare dal rigido protocollo di programmazione, obbediscono alla legge divina senza esitazioni.
  • Valchirie. Sono praticamente gli angeli norreni, dato che hanno il compito di scegliere i guerrieri valorosi caduti in battaglia e portarli nel Valhalla. Di per sé le Valchirie non sono alate, ma nulla vi vieta di rappresentarle così nelle vostre ambientazioni; in alternativa potete giustificare il volo rappresentandole a cavallo di destrieri spettrali (meglio ancora a cavallo di lupi) in grado di galoppare nel cielo.